giardino il parco di villa Orgnani Deciani

Puzzle della scimmia, Calicanto, Acero del Giappone rosso, Cedro del Libano, Albero dei tulipani, Albero dal liquido ambrato, Ginko ma anche Noce, Bosso, Tasso, Cipresso e Ciliegio. Sono i nomi di alcune piante presenti nel Parco di Villa Orgnani Deciani. Questo si estende su una superficie di circa 10.000 mq. Il lato sud est vede la presenza di alberi ed arbusti che si trovano in diversi Parchi mentre nel lato ovest, utilizzato un tempo come vigneto, orto e frutteto ci sono alcuni esemplari significativi di piante da frutto o boschive. Il botanico Manfredo Torelli (che ringraziamo per la disponibilità e il prezioso aiuto) ha censito 35 tipi di piante provenienti da tutto il mondo. Sono specie diverse per il portamento, per la chioma, per la forma delle foglie, per il loro colore (che cambia durante le varie stagioni) e diverse superano il secolo di vita. Significativa la presenza di tre bellissimi Faggi in un Comune il cui nome deriva da FAGUS, termine latino che indica proprio la pianta del Faggio, testimonianza evidente che un tempo nel nostro territorio c’erano molti esemplari di questo albero.


Purtroppo negli ultimi decenni la manutenzione del Parco era stata trascurata e diverse piante erano ricoperte da edera ed erano cresciute molte erbe infestanti ma l’aspetto più preoccupante era dato dalla crescita incontrollata di alcuni bambù (piantati in un angolo del Parco – forse per utilizzare le canne come tutori nell’orto) che avevano ricoperto una superficie di circa 3.000 mq. dando alla zona un aspetto tipico delle giungle orientali.


Grazie all’impegno e allo sforzo di diversi Soci e Amici, il Parco è stato visibilmente risistemato. Abbiamo, infatti, falciato il prato più volte, potato i rami pericolanti, liberato alberi ed arbusti dall’edera e da altre piante infestanti, raso al suolo le canne di bambù, sistemato le aiuole, pulito la recinzione, diserbato i sentieri. Ora il Parco ha certamente un altro aspetto ma sono comunque necessari interventi di manutenzione ordinaria per far sì che il Parco non riprenda quell’aspetto di degrado che aveva assunto nell’ultimo decennio e diventi, invece, uno spazio fruibile sia per delle attività culturali sia per poterne godere l’ampio respiro naturalistico.

 

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