Cjase dai Furlans pal mont - anni 2000

Cjase dai Furlans pal mont - anni 2000

Articolo tratto da "Fogolâr furlan" di Roma Anno XXII dicembre 2000

Una casa dell’emigrante sorgerà a Udine nel 1954? titolava il primo numero (novembre-dicembre 1952) di Friuli nel Mondo, giornale illustrato degli emigranti, diretto da Chino Ermacora. Ci sono voluti non due, ma quasi cinquant’anni e ora l’antica aspirazione può finalmente realizzarsi. La Cjase dai furlans pal mont – che sarà presentata domani da Mario Toros, presidente dell’Ente Friuli nel Mondo e anche della Fondazione Onlus (Organizzazione non lucrativa di utilità sociale) che ha dato vita all’iniziativa – è la villa Deciani di Villalta di Fagagna, una dimora ottocentesca dotata di un bellissimo parco.

L’idea della Casa dei friulani nel mondo è maturata a Verona dove risiede l’ingegner Renato Chivilò, originario di Valeriano, titolare delle Vetrerie riunite di Colognola ai Colli, una delle più grosse ditte del settore. Chivilò e l’onorevole Toros – che ha fatto da coordinatore – hanno subito trovato un altro generoso sponsor, l’industriale Luigi Papais, con radici a Sesto al Reghena trapiantate a San Paolo in Brasile. Papais, che è cavaliere del lavoro (è uno dei pochissimi italiani residenti all’estero insigniti di questa alta onorificienza) e nel ’90 ha ottenuto anche il premio Epifania, in terra carioca ha diverse aziende, nel ramo lucchetti e chiavi, alle quali ha dato anche nomi che rivelano le sue origini: La Friulana, L’Udinese...

A questi due benemeriti imprenditori innanzi tutto, oltre che al presidente di Friuli nel Mondo, si deve l’iniziativa della Cjàse dai furlàns. Ma altri stanno per entrare a pieno titolo nell’operazione: tra i più importanti si parla di un produttore dolciario di Cordoba, Luigi Pagano, uno dei maggiori d’Argentina, di origini udinesi. Intanto è stata istituita la fondazione il cui consiglio, presieduto da Toros, comprende Chivilò, Alberto Picotti, il presidente del Fogolâr di Roma Adriano Degano e altri tre componenti espressamente designati da Friuli nel Mondo: Enzo Cainero, l’avvocato Roberto Petiziol e Leonardo Bidinost di Pordenone. Ed è stata acquistata la villa Deciani. A una decina di chilometri da Udine e a cinque dall’ingresso autostradale di Passons, ai piedi dello storico castello dei Torre e Tasso, è la sede ideale per ospitare un’istituzione di prestigio quale la Cjàse dai furlàns pal mont, cioè un grande Fogolâr in Friuli.

La villa Deciani, che oltre al fabbricato principale comprende due dépendances,è statarestaurata di recente e non richiede lavori strutturali, ma soltanto la realizzazione degli impianti, la messa a norma e la tinteggiatura dei muri. Si ritiene che un anno di lavori sarà sufficiente per renderla funzionale e che possa essere inaugurata nella prima domenica di agosto del 2001, in coincidenza con l’annuale incontro dei friulani nel mondo (quest’anno si celebrerà domenica a Sesto al Reghena). La Cjase sarà gestita da Friuli nel Mondo e, oltre agli uffici dell’ente che lascerà la sede udinese di via del Sale, accoglierà una qualificata biblioteca, un centro studi sui problemi dell’emigrazione e sulle relazioni etniche, una sala per le videoconferenze e tutte le altre strutture multimediali. 

Questi cinquant’anni, infatti, non sono trascorsi invano. L’emigrazione è cambiata, se non addirittura, per certi aspetti, finita. “Oggi – afferma l’onorevole Toros – si è affermata una nuova politica. Se nei progetti degli Anni 50 la Casa dei friulani aveva lo scopo di ospitare gli emigrati di passaggio o temporaneamente rientrati, dare loro un’occasione di contatto e di collegamento, oggi dovrà essere anche il punto di partenza per questa nuova politica. Che è quella di considerare i friulani nel mondo come una risorsa e un fattore internazionale di ricchezza per il Friuli, sulla base di una rete etnica friulana mondiale.

L’obiettivo è un programma di riqualificazione dei nostri emigrati, quelli della seconda e terza generazione, da richiamare come forza lavoro e favorire gli investimenti in patria di quanti hanno fatto fortuna all’estero. Quindi non più un rapporto di dipendenza, ma di reciprocità e di scambio dal lavoro alla finanza”. 

Si tratta quindi di ricompattare la friulanità sia in patria che nel mon- do. E questo va fatto con strumenti nuovi. Sono già in funzione le video- conferenze. A Udine, nel corso della recente manifestazione Centmil- fueis, c’è stato un collegamento Telecom in piazza Libertà con Bruxelles, San Paolo (vi ha partecipato anche Papais), Montreal, Melbourne, Men- doza. Così avverrà anche per i corsi di lingua friulana, non occorrerà più mandare gli insegnanti all’estero. È stata lanciata una nuova rivista, Friulword, con articoli in cinque lingue, che affianca lo storico mensile Friuli nel Mondo. È stata organizza- ta la mostra itinerante Friuli-Venezia Giulia - Le radici del futuro che da oggi farà tappa a Sesto al Reghena. E ora nasce la Fondazione Cjàse dai furlàns pal mont che diventa – per usare le parole di Ferruccio Clavora, direttore dell’ente e fervente soste- nitore del lavoro del presidente Toros – il contenitore di questa nuova strategia di Friuli nel Mondo”.

La nuova istituzione, alla quale hanno contribuito anche Camera di Commercio, Fondazione Crup e Associazione industriali di Udine, Cassamarca, è stata riconosciuta dalla Regione. A quanto si afferma a Friuli nel Mondo, la politica regionale stenta a capire il nuovo, ancorata com’è alla vecchia e ormai superata visione dell’emigrazione. Lo prova il fallimento della quarta conferenza regionale del 1993, che è stato la molla della svolta operata dall’ente presieduto da Toros. E ormai il dado è tratto, si è voltato pagina. La dia- spora friulana non è più un concetto negativo di dispersione di un popolo, ma è diventata – come ha scritto Clavora sull’ultimo numero di Friulword – un elemento costitutivo dell’identità plurale dei friulani nel mondo. Che va valorizzata con una politica internazionale in rete, anche favorendo le relazioni tra le varie co- munità sparse nei cinque continenti con un centro non egemonizzante, ma di smistamento: compito che spetterà alla Cjase dai furlans nello spirito del nuovo corso di Friuli nel Mondo.

Mario Blasoni

(Messaggero Veneto, 4.8.2000)