Giornata indimenticabile

Alle ore 10.30 un nutrito gruppo volontario degli alpini effettuava l'alza bandiera al suono di un giovane trombettiere. Era l'avvio della manifestazione inaugurale mentre su otto alti pennoni d'acciaio salivano i vessilli d'Italia, d'Europa e di sei Paesi fra quelli che accolsero tanta parte della nostra emigrazione.

Altrettante bandiere che altri Paesi della nostra emigrazione venivano contemporaneamente srotolate dai davanzali di tutte le finestre della dépendance mentre quella del Friuli accompagnava il grande striscione giallo e blu con la scritta "Cjase dai furlans pal mont".
Tutto indubbiamente festoso e... commovente, tanto più con l'intonazione dell'inno nazionale e del patetico "Cjant dal emigrant", perfettamente eseguiti dal Coro "Amici della Montagna" di Ragogna. Intanto, quattro gentili ragazze del celebre gruppo folcloristico "Chino Ermacora" di Tarcento, con i loro impeccabili costumi friulani, presidiavano l'ingresso della villa.
Molta gente era convenuta nel cortile d'onore della villa e tanti, fra essa, gli emigranti rientrati che si incontrano in tutte le contrade del mondo.
L'importanza di questa manifestazione è stata colta anche dalle più alte autorità istituzionali considerando la presenza dello stesso ministro per gli Italiani nel Mondo, on. Mirko Tremaglia, del presidente della Giunta regionale, Riccardo Illy, del presiclente del Consiglio regionale, Alessandro Tesini, del presidente della Provincia di Udine e dell'Ente Friuli nel Mondo, Marzio Strassoldo, dei rappresentanti delle Province di Pordenone e Gorizia, del presidente della Società filologica friulana, Lorenzo Pelizzo, del sindaco di Fagagna, Gianluigi Orlandi, che ha preso per primo la parola compiacendosi per una realizzazione così importante nell'ambito comunale e preannunciando interessanti iniziative a livello locale, ricordando il grande contributo umano dato da Fagagna all'emigrazione, particolarmente dalla seconda metà del secolo scorso verso l'Argentina.
Sono quindi seguiti i sostanziosi discorsi del presidente Illy e dell'on. Toros cui ha fatto seguito, a chiusura, l'appassionato intervento del ministro Tremaglia. Prima del tradizionale taglio del nastro da parte del ministro è toccato a padre Roberto, rettore del Santuario di Castelmonte, impartire la benedizione alla Casa, previa lettura di quel passo evangelico che ricorda la casa costruita sulla roccia, indistruttibile da parte d'ogni intemperie: l'auspicio più bello per l'avvenire di questa istituzione.
Ha fatto seguito la visita all'interno della villa, suscitando unanime, vivo compiacimento per l'esemplare ristrutturazione e l'appropriato arredo. Lo sguardo dei visitatori si è quindi spinto all'esterno, al parco e in particolare allo splendido, rinnovato giardino.

da Friuli nel Mondo - agosto 2005

Alberto Picotti