La Biografia di Rodolfo Kubik
Un artista eclettico tra dodecafonia viennese e folklore argentino
Rodolfo Kubik nasce a Pola nel 1901 da Guglielmo, di origine ceca, e da Giovanna Calligaris, originaria di Ronchi. Nel 1903 la famiglia si trasferisce a Ronchi dei Legionari, dove il padre assume la direzione della banda cittadina. Sotto lo stimolo paterno, il giovane Rodolfo impara subito a suonare numerosi strumenti e dimostra doti musicali straordinarie. Durante la Prima guerra mondiale insegna nella scuola di musica di Wagna, per poi iscriversi al prestigioso Conservatorio "Tartini" di Trieste.
L'esilio a Vienna e l'incontro con la modernità
Nel 1922 la famiglia Kubik viene perseguitata dal regime fascista a causa delle proprie idee politiche. Mentre il fratello Ernesto decide di partire subito per l'Argentina, Rodolfo si trasferisce a Vienna nel 1923 per perfezionarsi come violinista e studiare la dodecafonia. Nella capitale austriaca incontra grandi maestri, tra cui spicca la figura di Arnold Schoenberg, che ne influenza profondamente il gusto e l'estetica musicale.
Tornato a Ronchi, Kubik riprende la direzione di vari cori, vincendo anche il Primo Premio al concorso corale di Gorizia. Tuttavia, il clima di oppressione politica si fa insostenibile: durante un concerto nel suo paese viene costretto a suonare l'inno fascista "Giovinezza". Per protesta, sospende l'esecuzione pubblica. Nel 1927, impossibilitato a lavorare liberamente, si imbarca da Genova alla volta dell'Argentina.
Il trionfo in Argentina
In terra sudamericana Kubik costruisce una carriera sfolgorante come direttore, compositore e didatta. Stabilitosi inizialmente a La Plata e poi a Buenos Aires, fonda e dirige numerosissimi complessi corali. Nel 1940 fonda il primo Coro Universitario di La Plata, portando la musica corale argentina a vette di eccellenza nazionale. Tra i suoi successi più luminosi si ricordano:
- La direzione di complessi corali e orchestrali per la Radio Nazionale Argentina.
- La nomina, nel 1956, a Direttore del Coro Polifonico della Radio.
- Il clamoroso successo al Teatro Colón di Buenos Aires nel 1952, dove dirige l'oratorio "La creazione" di Massana.
Come compositore, spazia da poemi sinfonici di ispirazione indigena (come "Tupac") e cantate storiche ("Cantata a S. Martin"), fino a delicate canzoni per l'infanzia ("Il gallo pinto" e "Canciones para todo niño").
L'amore per la terra d'origine e gli ultimi anni
Nonostante la distanza, il cuore di Kubik è rimasto per sempre legato al Friuli e alla Bisiacheria. Le sue rielaborazioni di villotte e canti popolari friulani rappresentavano un modo intimo e sincero per sentirsi vicino alla sua patria amata e per unire gli emigrati italiani. Negli ultimi anni di vita intensifica i suoi ritorni a Ronchi. In collaborazione con l'amico poeta Silvio Domini, compone una serie di meravigliose liriche corali in dialetto bisiaco e in friulano. Muore a Buenos Aires nel 1985, poco dopo aver completato la sua ultima sinfonia.
